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MILO MANARA DISEGNA TROTULA DE RUGGIERO. OMAGGIO A SALERNO DEL GRANDE ARTISTA

La storia di Trotula De Ruggiero è narrata nel romanzo storico "Io, Trotula" di Dorotea Memoli Apicella

La maestria, la «fedeltà anatomica» quasi carnale delle donne fissate su carta dagli anni Sessanta ad oggi, l’eros che non si posa mai in private camere da letto e scaccia con visi angelici e lascivi il comune senso del pudore, queste le alchimie accattivanti di Milo Manara, una delle più prestigiose firme del fumetto d’autore. Salerno lo accoglie con “Mulieres”, una personale di opere originali dedicata al grande artista veronese organizzata da Salerno Comicon, dal 3 Febbraio al 1 marzo 2015 presso Palazzo Fruscione. Il maestro con l’ironia irriverente che lo contraddistingue ringrazia la città con un’opera realizzata per omaggiarla che ha come protagonista Trotula De Ruggiero, medico e figura di spicco della Scuola Medica Salernitana, la più nota tra le “mulieres salernitanae”. A lei è attribuito il trattato “De passionibus ante in et post partum", che segna la nascita dell’ostetricia e della ginecologia come Scienze Mediche.

«Questo vuol essere un segno di riconoscenza per la città che mi ha accolto – dichiara Manara - Ho scelto il personaggio femminile più emblematico, straordinario e non avendo un glamour erotico che si avvicinasse alle mie opere sono partito dall’illustrazione di uno dei trattati di questa medichessa e l’ho voluta ritrarre con una sua paziente nuda, seduta su una tinozza. Una rappresentazione abbastanza realistica, cercando di attenermi il più possibile all’iconografia tradizionale, anche nei dettagli. Sullo sfondo il mare che costeggia questa città, delle ampolle e dei libri che testimoniano la sua attività lavorativa, il tutto riscaldato da una luce vespertina». L’opera sarà esposta a Palazzo Fruscione insieme alle altre “donnine”, come le chiama Manara, «io sono mantenuto dalle donne, le donne mi mantengono ma sono donne disegnate - scherza Manara - e volevo essere fedele alla mia reputazione».

Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, è il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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